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Solo per sempre tua
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O'Neill, Louise

Solo per sempre tua

Milano : Il Castoro, 2016

  • Copie totali: 4
  • A prestito: 4
  • Prenotazioni: 15

Abstract: Sono sempre state amiche, freida e isabel. Ora hanno sedici anni, frequentano l'ultimo anno della Scuola e sono in attesa della Cerimonia dove sperano di essere scelte come compagne da uomini ricchi e potenti. L'alternativa è diventare concubine, o non essere scelte affatto e andare incontro a un destino terribile. Come tutte le altre ragazze, freida e isabel sono state prodotte in laboratorio e allevate con l'unico scopo di diventare perfette: la cura del corpo deve essere la sola ragione di vita, il loro carattere deve essere socievole e disponibile. Ora che il momento sta per arrivare la pressione è fortissima, isabel mette a rischio la sua sfolgorante bellezza perché non vuole più sottostare alle regole di questo mondo spietato... Poi finalmente i ragazzi arrivano, per scegliere le loro compagne, freida sa che deve combattere per il suo futuro, anche se per questo deve tradire la sua migliore amica, anche se significa innamorarsi quando è vietato, anche se sa che le conseguenze possono essere irreparabili... La storia di freida e isabel (senza maiuscole perché non possono essere delle vere persone) è ambientata in una società futura, dalle regole ferree e sconvolgenti. Eppure, leggendo di questo futuro immaginano, freida e isabel sono più vicine a noi di quanto possa sembrare.

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Utente 14620
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[ attenzione, SPOILER! ]

Letto d'un fiato, sperando fino alla fine un riscatto o un colpo di scena che rovesciasse la lughissima sconfitta di freida.
Invece no. Finisce malissimo.
Eppure il mio disappunto non dipende da questo.
Credo sia la storia ad essere debole, lasciata un po' a se stessa, tanto che finisce per dimentare il suo scopo.
Il tema della bellezza e della compiacenza agli uomini è ridondante, soverchiante ed assoluto. Anche troppo considerato che poi non sviluppa una vera critica -- come il libro promette di fare...

Le donne sono iper stereotipate, sembra che solo freida e isabel nutrano dubbi sulla società in cui vivono, mentre tutte le altre hanno premuto l'interruttore OFF del cervello e vivono bene così. Non è credibile: per quanto plagiate e calate in un mondo fatto apposta per plasmarle così, rimane comunque troppo poco credibile. Prendiamo megan: è orgogliosa, furba e manipolatrice, e non le manca l'istinto di dominio e prevaricazione. Inoltre ha un buona dose do carisma -- isabel poteva essere la #1 nella classifica delle bellissime, ma sospetto che megan sia sempre stata la queen bee del gruppo. Ecco: una megan accetterebbe passivamente di essere picchiata, zittita o messa da parte da un qualunque uomo? Non credo. Una megan credibile cercherebbe, prima o poi, di restaurare il dominio da queen bee di cui ha goduto incondizionatamente per 17 anni nella Scuola. megan si vuole troppo bene per accettare passivamente il dominio di qualcun altro. Ed invece nel libro si limita ad essere la stereotipatissima nemesi di freida, niente di più.

E quel che è peggio è che anche gli uomini di questo mondo sono iper stereotipati: possibile che a nessuno - davvero nessuno - venga voglia di avere un rapporto un po' diverso con queste donne, un rapporto diverso da bambini e sesso? Che nessuno di questi uomini nutra quel briciolo di affetto, quel minimo d'amore che faccia loro pensare "non voglio che muoiano a 40 anni"? Neanche un movimento di ribellione, degli episodi di rivolta, delle voci di protesta? Niente, quando la storia è piena zeppa di questi movimenti anarchici in contesti oppressivi?
Non è la pretesa di avere Hunger Games dove guerra&ribellione ribaltano una società ingiusta. È soltanto troppo stereotipato, anche per un distopico.
È come se... il libro si fosse perso per strada, senza sapere cosa volesse davvero criticare. Come la questione delle eva aberranti o la storia di isabel (scontata fin dall'inizio, perciò non aveva senso tenerla fino alla fine come plot twist).

Criticità a parte ci sono cose che ho apprezzato, elementi sottili ma interessanti: il fatto che gli Eredi siano bruttini e pieni di difetti - cosa perfettamente logica in un contesto dove tutto gli è dovuto e non devono guadagnare nulla - e che persino Darwin, inizialmente mosca bianca del gruppo, si rivela essere in fondo sprezzante come tutti gli altri. Eppure anche lui ha le sue sfumature: prova pena per freida, forse anche affetto, ma non ha il coraggio o l'amore o la voglia per cambiare qualcosa, soprattutto perché lui è il primo a chiedere disperatamente affetto e approvazione dal padre. A modo suo, anche Darwin è una eva.

Alla fin fine non so decidermi se la critica alla superficialità ed alla lotta tra sessi voglia rimanere implicita, come se il libro fosse stato scritto volutamente in modo da lasciare un senso di sconfitta, smarrimento ed incompletezza, privo di critiche palesi in modo che sia il lettore a tirarle fuori. Se tutti gli stereotipi siano voluti, se il suo scopo non fosse di essere credibile ma quasi fiabesco (??), non so se mi spiego.
Non so, può essere.
Eppure ho la forte sensazione che gli manchi qualcosa, che poteva essere fatto meglio, e invece...

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